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Cambiare

Cosa ci spinge a voler rinnovare noi stessi ogni giorno? Da qualche tempo sto imparando ad accettare l’indeterminatezza della vita come una normale caratteristica dell’esistenza. Il non essere, il non sentirsi, il correre sempre verso una definizione per poi non trovarne una adeguata. Ho capito che non serve scervellarsi ogni giorno per capire chi siamo, perchè forse in realtà non siamo e non saremo mai. Non serve etichettare tutto, tentare di darci un nome. Non mi dispiace svegliarmi ogni mattina non sapendo chi sono, perchè capisco che questo stato d’animo mi rende multiforme o al contrario mi rende ancora trasformabile, malleabile, dà alla mia forma la possibilità di essere e diventare qualunque cosa.
È bello cambiare.

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Arrendersi

Ultimamente sono in una fase un po’ particolare della mia vita. Ultimamente lo sono un po’ spesso. E’ quella fase in cui si sente la necessità di cambiare qualcosa, di stravolgere la propria quotidianità. Non mi sono mai sentita stabile, ma al contrario ho sempre percepito la mia esistenza come precaria, indeterminata, incompleta e questo ha sempre creato in me un senso di irrequietezza e disagio. Ho sempre lottato contro ciò che mi faceva stare male. Ho tentato per anni di capire se questo “male” facesse parte di me o provenisse da avvenimenti esterni, fino a quando non mi si è accesa una piccola lampadina. E se il problema fosse proprio quello di lottare? E se la felicità consistesse semplicemente nell’arrendersi alla propria vita? Chiaramente con arrendersi intendo questo termine nel suo significato più positivo. Arrendersi non come lo concepiamo noi tutti. Non come un atto di vigliaccheria o di scarsa volontà. Arrendersi di fronte alle tante domande che non ti fanno dormire la notte, di fronte ai fantasmi che ogni giorno si ripresentano davanti a noi per ricordarci che in passato abbiamo commesso qualche piccolo sbaglio. Arrendersi alla vita, perchè la vita non è come vogliono farci credere nelle pubblicità. Non esiste la pillola per tutto. Esistono la luce e il buio, esistono i momenti in cui tutto sembra crollarci addosso e i momenti in cui ci sentiamo in grado di realizzare l’impossibile. Permettiamoci di stare male, permettiamoci di essere tristi e accogliamo questi sentimenti, perchè fanno parte di noi, fanno parte dell’essere umano e sì, diamo a noi stessi la possibilità di arrenderci di fronte alla quotidianità, di sdraiarci sul letto e pensare:”Vada come vada, io ho fatto il possibile”.

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Arrivi e partenze

Ed eccomi qui. E’ il giorno prima della partenza. A volte penso che il momento più bello di un viaggio sia l’attesa prima della partenza… Quel non sapere ancora cosa aspettarsi e se aspettarsi, quell’eccitazione per tutto quello che avverrà di lì a poco, i mille dubbi sul cosa portare con sé mentre si prepara la valigia, perché ogni cosa che si decide di portare è un piccolo pezzettino della nostra vita quotidiana che servirà a farci sentire a casa nonostante le miglia di distanza. Quell’euforia che viene spenta ad intermittenza da mille paure: ce la farò a stare lontano da casa? Riuscirò a costruire tanti bei ricordi? Ed infine l’immancabile: il mio aereo riuscirà ad arrivare a destinazione? Per sicurezza facciamoci un “cicchetto” prima di salire a bordo!
E ieri sera è stato anche un giorno pieno di arrivederci…
Si è chiuso un anno pieno di emozioni. La paura per il primo impiego serio, il pensare tutti i giorni più al pensiero degli altri che al proprio, la rabbia per quello che si sarebbe voluto fare meglio, ma non c’era la possibilità, perché ciascuno di noi parte da zero di fronte a sfide mai affrontate!
Sperando che quest’anno mi abbia resa un pochino più forte, auguro buone partenze e buoni arrivi a tutti…!

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Equilibrio

Vorrei tanto sapere se nella vita è possibile raggiungere uno stato di totale consapevolezza e quiete…So benissimo che non si può essere sempre felici, che ciò è impossibile e che la perfezione è noiosa. Vorrei solo trovare un mio personale equilibrio, un mio posto nel mondo. Vorrei tanto sapere chi sono. Perché è così difficile?

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26 gennaio 2014 · 21:58

Domande

Ultimamente mi capita spesso di chiedermi se sono l’unica giovane donna al mondo che quando sente parlare di convivenza finge di non aver capito oppure cambia argomento buttandosi su temi tanto frequenti quanto inutili come ad esempio quanto è caldo ultimamente per essere dicembre.
Il fatto è che quando sento le mie amiche o le persone a me poco distanti come età fare progetti sulla convivenza tutte allegre e sognanti, mi sento malissimo.
Dovrebbe essere normale avere voglia di iniziare una convivenza assieme se ci si ama, giusto? Vediamo tantissimi film di ragazze che piangono ai matrimoni degli altri e al loro, che sognano e progettano il loro matrimonio già dall’età dell’asilo (mi rendo conto che qui si sfocia addirittura in un altro argomento ancora più penoso per me, che sarebbe il matrimonio) perchè questa è l’immagine più presente nella finzione, oppure no. Che cos’ho io che non va? Perchè non sono come la maggior parte delle donne? E soprattutto, perchè non mi lascio mai trascinare dagli eventi come tutti, ma ogni volta esamino ogni avvenimento rigirandolo per studiarne ogni sua piccola angolazione e per essere certa che non mi sfugga nemmeno il più piccolo particolare? Penso troppo. Questo purtroppo è uno dei miei più grandi difetti/pregi.

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Natale

Natale. Come tutti già sappiamo altro non è che una festa commerciale. Corse ai regali, frenesia, ansia, saldi, regali fatti a chi non sentiamo mai durante l’anno, regali e auguri spediti a chi neanche è credente. Che il Natale si era trasformato in una festa commerciale già lo sapevamo, ma non potevamo immaginare quanto potesse diventare salvifico di questi tempi. C’è crisi, ma i regali si comprano lo stesso; va tutto di merda, ma a Natale si è felici e si sorride lo stesso; si è stronzi tutto l’anno, ma a Natale dobbiamo e vogliamo essere più buoni. Natale è una tregua, una tregua che quasi ci impongono e alla quale ci aggrappiamo con tutte le nostre forze per dimenticare i nostri problemi. E’ una soluzione momentanea, una boccata di aria fresca. Ma quando finisce? Si ritorna ai nostri problemi, alle nostre vite piene di ipocrisia e noia, al nostro menefreghismo, al nostro egoismo che ci permette di procedere a testa alta senza curarci di quello che sono e pensano gli altri, perché così ci impone la società, così dobbiamo essere se vogliamo avere successo. Facciamo in modo che tutto l’anno sia Natale.

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Nebbia, sempre e solo troppa nebbia

In giro a distribuire curriculum a tutta randa…Tra un po’ mi ritroverò a spedirne una copia insieme agli auguri di Natale! Possibile che sia davvero così difficile trovare lavoro oggigiorno? Sono davvero i giovani che non si mettono d’impegno a cercare un’occupazione o è tutto il cosiddetto “sistema” a non funzionare? Possibile che ragazze e ragazzi plurilaureati si ritrovano a fare la fila per candidarsi come commesse/i in un negozio o cameriere/i in un bar?

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